Lo standard è la psicoterapia, più spesso cognitivo-comportamentale, insieme ai farmaci antidepressivi quando la gravità lo richiede. È una combinazione con solide prove alle spalle.
Non tristezza, ma mancanza di carburante.
La depressione non è solo una questione di umore. In una parte delle persone l'indagine qEEG mostra anche uno squilibrio tra gli emisferi frontali e un ritmo più lento nelle aree che sostengono l'iniziativa e la motivazione. Per questo «fatti forza» non aiuta: non è questione di volontà, ma di aree che non si accendono più. L'allenamento cerebrale lavora su questo strato, accanto alla terapia e alle cure prescritte.
Lo standard è la psicoterapia, più spesso cognitivo-comportamentale, insieme ai farmaci antidepressivi quando la gravità lo richiede. È una combinazione con solide prove alle spalle.
L'allenamento cerebrale non è in concorrenza con loro: lavora su un altro piano, l'attività elettrica nelle aree che sostengono l'iniziativa e la regolazione emotiva. Per chi ha già fatto terapia o preso farmaci e sente che le cose si sono fermate, può essere una via in più, non una sostituzione.
Hai già seguito una terapia o preso farmaci, ma i sintomi persistono? L'allenamento cerebrale agisce direttamente sugli squilibri cerebrali. Oltre a ridurre gli effetti, questo metodo allena i meccanismi interni del cervello per un cambiamento reale.
| Allenamento cerebrale | Farmaci | Psicoterapia | |
|---|---|---|---|
| Affronta la causa reale | Sì | Solo i sintomi | In parte |
| Effetti collaterali | No | Sì | - |
| Rischio di ricaduta | Ridotto | Elevato | Variabile |
| Personalizzazione | Completa | Limitata | Standard |
| Tempo fino ai risultati | Dopo alcune sedute | 2-6 settimane | Variabile |
Il neurofeedback è studiato da oltre sei decenni. Sulla depressione, le sintesi recenti riportano risultati incoraggianti, ma su pochi studi e di qualità metodologica disomogenea.
Gli schemi elettrici si possono misurare prima e dopo e i sintomi si seguono con scale cliniche: così il progresso si può confrontare, non solo percepire.
Dalla scansione del cervello all'allenamento cerebrale personalizzato.
Tutto comincia con una valutazione avanzata BrainMap (qEEG), completamente non invasiva e indolore. Questa indagine crea una mappa dettagliata della tua attività cerebrale e ci mostra quali squilibri alimentano gli stati depressivi.
Sulla base dei risultati, elaboriamo un protocollo di Allenamento cerebrale adattato al 100% al tuo schema cerebrale. La terapia è non invasiva, senza stimoli elettrici, dolore o effetti collaterali.
Partecipi a sedute di allenamento cerebrale guidato, in cui il tuo sistema nervoso viene rieducato a funzionare in equilibrio. Man mano che l'attività cerebrale si regola, gli stati depressivi si attenuano.
No, l'allenamento cerebrale non sostituisce i farmaci, ma si fa in parallelo. La cosa importante è non sospendere né ridurre la terapia da solo: interrompere bruscamente un antidepressivo comporta rischi e ogni modifica la decide il medico che l'ha prescritta.
Va benissimo, anzi è preferibile. I due lavorano su cose diverse e non si ostacolano.
Di solito tra 20 e 40 sedute, 2 o 3 volte a settimana. Il numero si adatta a come rispondi e alla gravità, e lo specialista può rivederlo strada facendo.
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