Di solito si lavora con la psicoterapia (più spesso cognitivo-comportamentale) e, quando serve, con farmaci ansiolitici o antidepressivi. Entrambe aiutano ed entrambe restano opzioni valide.
La mente cerca il pericolo anche quando non ce n'è.
L'ansia non è una debolezza di carattere, ma un cervello che ha imparato a restare in allerta. Le aree che valutano il pericolo restano attive anche quando non c'è nulla da valutare, e il corpo continua a ricevere il segnale di prepararsi: il cuore batte più forte, il respiro si accorcia, la mente cerca che cosa potrebbe andare storto. Qui si lavora sul ritmo che produce i pensieri, non sui pensieri che ne escono.
Di solito si lavora con la psicoterapia (più spesso cognitivo-comportamentale) e, quando serve, con farmaci ansiolitici o antidepressivi. Entrambe aiutano ed entrambe restano opzioni valide.
La differenza sta in dove agisce. La terapia lavora con i pensieri e i comportamenti, i farmaci con la chimica. L'allenamento cerebrale lavora con il ritmo elettrico del cervello: gli mostra, in tempo reale, quando entra nello stato di allarme e lo lascia imparare da solo come uscirne. Per questo si affianca di solito alla terapia e ai farmaci, non li sostituisce.
Hai già seguito una terapia o preso farmaci, ma i sintomi persistono? L'allenamento cerebrale agisce direttamente sugli squilibri cerebrali. Oltre a ridurre gli effetti, questo metodo allena i meccanismi interni del cervello per un cambiamento reale.
| Allenamento cerebrale | Farmaci | Psicoterapia | |
|---|---|---|---|
| Affronta la causa reale | Sì | Solo i sintomi | In parte |
| Effetti collaterali | No | Sì | - |
| Rischio di ricaduta | Ridotto | Elevato | Variabile |
| Personalizzazione | Completa | Limitata | Standard |
| Tempo fino ai risultati | Dopo alcune sedute | 2-6 settimane | Variabile |
Il neurofeedback è uno dei metodi non farmacologici con la storia di ricerca più lunga. Sui disturbi d'ansia i risultati sono incoraggianti, ma gli studi sono ancora pochi e di qualità disomogenea, e le sintesi esistenti chiedono ricerche meglio controllate. Lo diciamo così com'è.
L'équipe ha documentato casi di pazienti con ansia in un proprio volume su Neurofeedback Plus. Sono osservazioni cliniche, non studi controllati, e le presentiamo come tali.
Dalla scansione del cervello all'allenamento cerebrale personalizzato.
Tutto comincia con una valutazione avanzata BrainMap (qEEG), completamente non invasiva e indolore. Questa indagine crea una mappa dettagliata della tua attività cerebrale e ci mostra quali squilibri scatenano gli stati d'ansia.
Sulla base dei risultati, elaboriamo un protocollo di Allenamento cerebrale adattato al 100% al tuo schema cerebrale. La terapia è non invasiva, senza stimoli elettrici, dolore o effetti collaterali.
Partecipi a sedute di allenamento cerebrale guidato, in cui il tuo sistema nervoso viene rieducato a funzionare in equilibrio. Man mano che l'attività cerebrale si regola, i sintomi dell'ansia cominciano a scomparire.
No, e i farmaci non si sospendono mai senza il consenso del medico che li ha prescritti. L'allenamento cerebrale si affianca alla terapia e, se le cose migliorano, l'aggiustamento resta una decisione del medico.
Dipende dalla persona e da quanto tempo dura questo stato. Alcuni sentono una differenza nel sonno o nella tensione di fondo dopo poche sedute; per un cambiamento che si mantiene di solito servono alcuni mesi.
No, gli elettrodi del neurofeedback leggono soltanto l'attività del cervello e non mandano nulla nel corpo. Se si aggiunge la stimolazione auricolare del nervo vago, questa si sente come un formicolio lieve, a un'intensità stabilita insieme a te. La maggior parte delle persone descrive le sedute come riposanti.
Gabriela racconta come le sedute di neurofeedback l'hanno aiutata ad attraversare gli stati d'ansia.
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