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Protocollo clinico

Autismo

Non qualcosa da riparare, ma una giornata più facile da portare.

Qui lo scopo non è la «normalizzazione». Un cervello autistico elabora diversamente gli stimoli sensoriali e il passaggio da uno stato all'altro, e l'allenamento cerebrale lavora su ciò che rende la giornata pesante: il sovraccarico sensoriale, la difficoltà di cambiare attività, un'emotività che sale di colpo, senza gradini intermedi. Chi è il bambino resta com'è.

Ti ci ritrovi?

  • Sovraccarico da rumore, luce o folla, a volte fino alla crisi
  • Passare da un'attività all'altra è sproporzionatamente difficile
  • Il passaggio dalla calma alla crisi è brusco, senza gradini intermedi
  • Sonno frammentato, addormentamento difficile
  • Grande stanchezza dopo situazioni sociali ordinarie
Che cosa si fa di solito

Lo standard è l'intervento comportamentale ed evolutivo, la terapia occupazionale, la logopedia, l'integrazione sensoriale. Sono gli interventi con più prove alle spalle e restano la base, anche se il sostegno non è ugualmente solido per tutti.

Che cosa facciamo di diverso

L'allenamento cerebrale non pretende di cambiare chi è il bambino. Lavora sulla regolazione: su quanto in fretta arriva il sovraccarico e quanto è difficile uscirne. Se questo migliora, le altre terapie hanno su che cosa lavorare.

Come si confronta con l'allenamento cerebrale?

Hai già seguito una terapia o preso farmaci, ma i sintomi persistono? L'allenamento cerebrale agisce direttamente sugli squilibri cerebrali. Oltre a ridurre gli effetti, questo metodo allena i meccanismi interni del cervello per un cambiamento reale.

Allenamento cerebraleFarmaciPsicoterapia
Affronta la causa realeSìSolo i sintomiIn parte
Effetti collateraliNoSì-
Rischio di ricadutaRidottoElevatoVariabile
PersonalizzazioneCompletaLimitataStandard
Tempo fino ai risultatiDopo alcune sedute2-6 settimaneVariabile

Che cosa fa l'allenamento cerebrale nell'autismo

  • Lavora sulla regolazione sensoriale e sulla soglia in cui compare il sovraccarico
  • Allena il passaggio tra stati, dove la rigidità pesa di più
  • Protocollo adattato all'età e al livello di sviluppo, con sedute brevi
  • Si affianca alle terapie che il bambino già segue

Come agisce la neurotecnologia nell'autismo

  • Normalizza l'attività cerebrale associata al DSA
  • Sostiene l'adattamento ai cambiamenti e riduce la rigidità comportamentale
  • Migliora la qualità del sonno e dell'energia quotidiana
  • Aumenta la capacità di apprendimento e la flessibilità cognitiva
  • È 100% non invasivo e privo di effetti avversi

Su che cosa ci basiamo

Che cosa dice la letteratura

Le prove sull'uso del neurofeedback nell'autismo sono ancora poche e di qualità modesta: campioni piccoli, controlli deboli, risultati incostanti. Per questo non promettiamo un risultato e lavoriamo sulla regolazione, sui passaggi e sul sonno, non sull'autismo in sé.

Misurazione individuale

Non esiste un unico tracciato EEG dell'autismo e le differenze tra bambini sono molto ampie. Per questo non confrontiamo il bambino con una norma, ma con sé stesso: qEEG prima e dopo, mentre il riferimento principale resta come va la giornata a casa e a scuola.

Scopri il Protocollo BrainMap per Autismo

Come si svolge

Dalla scansione del cervello all'allenamento cerebrale personalizzato.

  1. Individuiamo la causa esatta

    Tutto comincia con una valutazione avanzata BrainMap (qEEG), completamente non invasiva e indolore. Questa indagine crea una mappa dettagliata della tua attività cerebrale e ci mostra quali squilibri alimentano le difficoltà di regolazione.

  2. Ricevi un piano personalizzato

    Sulla base dei risultati, elaboriamo un protocollo di Allenamento cerebrale adattato al 100% al tuo schema cerebrale. La terapia è non invasiva, senza stimoli elettrici, dolore o effetti collaterali.

  3. Iniziano le sedute di regolazione cerebrale

    Partecipi a sedute di allenamento cerebrale guidato, in cui il tuo sistema nervoso viene rieducato a funzionare in equilibrio. Man mano che l'attività cerebrale si regola, le difficoltà di regolazione si attenuano.

Domande frequenti

Promettete la guarigione?

No, e chi promette il contrario andrebbe evitato: l'autismo non è una malattia da guarire. Si lavora su ciò che rende pesante la giornata, cioè sovraccarico, transizioni, sonno e regolazione.

Il bambino sta con gli elettrodi in testa?

Sì, ma gli elettrodi leggono soltanto l'attività, non mandano nulla nel cervello. Le sedute sono brevi, con pause, e si interrompono se diventa troppo. Nessuno costringe un bambino a restare.

Sostituisce l'ABA o la logopedia?

No, si affianca. La speranza è che una regolazione migliore renda il resto più sostenibile.

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