Lo standard è l'intervento comportamentale ed evolutivo, la terapia occupazionale, la logopedia, l'integrazione sensoriale. Sono gli interventi con più prove alle spalle e restano la base, anche se il sostegno non è ugualmente solido per tutti.
Non qualcosa da riparare, ma una giornata più facile da portare.
Qui lo scopo non è la «normalizzazione». Un cervello autistico elabora diversamente gli stimoli sensoriali e il passaggio da uno stato all'altro, e l'allenamento cerebrale lavora su ciò che rende la giornata pesante: il sovraccarico sensoriale, la difficoltà di cambiare attività, un'emotività che sale di colpo, senza gradini intermedi. Chi è il bambino resta com'è.
Lo standard è l'intervento comportamentale ed evolutivo, la terapia occupazionale, la logopedia, l'integrazione sensoriale. Sono gli interventi con più prove alle spalle e restano la base, anche se il sostegno non è ugualmente solido per tutti.
L'allenamento cerebrale non pretende di cambiare chi è il bambino. Lavora sulla regolazione: su quanto in fretta arriva il sovraccarico e quanto è difficile uscirne. Se questo migliora, le altre terapie hanno su che cosa lavorare.
Hai già seguito una terapia o preso farmaci, ma i sintomi persistono? L'allenamento cerebrale agisce direttamente sugli squilibri cerebrali. Oltre a ridurre gli effetti, questo metodo allena i meccanismi interni del cervello per un cambiamento reale.
| Allenamento cerebrale | Farmaci | Psicoterapia | |
|---|---|---|---|
| Affronta la causa reale | Sì | Solo i sintomi | In parte |
| Effetti collaterali | No | Sì | - |
| Rischio di ricaduta | Ridotto | Elevato | Variabile |
| Personalizzazione | Completa | Limitata | Standard |
| Tempo fino ai risultati | Dopo alcune sedute | 2-6 settimane | Variabile |
Le prove sull'uso del neurofeedback nell'autismo sono ancora poche e di qualità modesta: campioni piccoli, controlli deboli, risultati incostanti. Per questo non promettiamo un risultato e lavoriamo sulla regolazione, sui passaggi e sul sonno, non sull'autismo in sé.
Non esiste un unico tracciato EEG dell'autismo e le differenze tra bambini sono molto ampie. Per questo non confrontiamo il bambino con una norma, ma con sé stesso: qEEG prima e dopo, mentre il riferimento principale resta come va la giornata a casa e a scuola.
Dalla scansione del cervello all'allenamento cerebrale personalizzato.
Tutto comincia con una valutazione avanzata BrainMap (qEEG), completamente non invasiva e indolore. Questa indagine crea una mappa dettagliata della tua attività cerebrale e ci mostra quali squilibri alimentano le difficoltà di regolazione.
Sulla base dei risultati, elaboriamo un protocollo di Allenamento cerebrale adattato al 100% al tuo schema cerebrale. La terapia è non invasiva, senza stimoli elettrici, dolore o effetti collaterali.
Partecipi a sedute di allenamento cerebrale guidato, in cui il tuo sistema nervoso viene rieducato a funzionare in equilibrio. Man mano che l'attività cerebrale si regola, le difficoltà di regolazione si attenuano.
No, e chi promette il contrario andrebbe evitato: l'autismo non è una malattia da guarire. Si lavora su ciò che rende pesante la giornata, cioè sovraccarico, transizioni, sonno e regolazione.
Sì, ma gli elettrodi leggono soltanto l'attività, non mandano nulla nel cervello. Le sedute sono brevi, con pause, e si interrompono se diventa troppo. Nessuno costringe un bambino a restare.
No, si affianca. La speranza è che una regolazione migliore renda il resto più sostenibile.
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