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Protocollo clinico

ADHD

Non mancanza di volontà, ma un ritmo cerebrale che non tiene il passo.

In una parte delle persone con ADHD il rapporto tra i ritmi lenti e quelli veloci nelle aree fronto-centrali è alterato: il cervello scivola troppo facilmente nella fantasticheria e troppo a fatica nella modalità di lavoro. Non tutti quelli con ADHD hanno questo schema, e per questo lo si misura prima. Dove c'è, più ti forzi, più diventa chiaro che non è questione di volontà. L'allenamento cerebrale lavora su quel rapporto, non sulle sue conseguenze.

Ti ci ritrovi?

  • Inizi cose che restano incompiute, senza averlo deciso
  • La mente ti scappa mentre leggi, nelle riunioni, nelle conversazioni lunghe
  • Decidi in fretta e altrettanto in fretta te ne penti
  • Sei disorganizzato nel tempo: ritardi, dimentichi, sottovaluti quanto dura una cosa
  • Nel bambino: non segue le istruzioni, parla sopra gli altri, non sta fermo
Che cosa si fa di solito

Il trattamento consueto combina i farmaci, il più delle volte psicostimolanti che aumentano la disponibilità di dopamina e noradrenalina, con la terapia comportamentale; esistono anche opzioni non stimolanti, come l'atomoxetina o la guanfacina. Con i bambini piccoli si parte di solito dall'intervento comportamentale e dal lavoro con i genitori, su routine e motivazione; con gli adulti si aggiunge il supporto terapeutico e si rivede il modo di organizzare la giornata. Sono interventi con prove solide alle spalle e restano la base.

Che cosa facciamo di diverso

Il farmaco stimolante funziona finché lo prendi, e per molte persone è esattamente ciò che serve. L'allenamento cerebrale punta ad altro: insegnare al cervello a regolare da sé la propria attività, perché una parte dell'effetto resti anche dopo che smetti. Per questo lo scelgono spesso le persone che hanno già provato farmaci o terapia e vedono i sintomi tornare ogni volta.

Come si confronta con l'allenamento cerebrale?

Hai già seguito una terapia o preso farmaci, ma i sintomi persistono? L'allenamento cerebrale agisce direttamente sugli squilibri cerebrali. Oltre a ridurre gli effetti, questo metodo allena i meccanismi interni del cervello per un cambiamento reale.

Allenamento cerebraleFarmaciPsicoterapia
Affronta la causa realeSìSolo i sintomiIn parte
Effetti collateraliNoSì-
Rischio di ricadutaRidottoElevatoVariabile
PersonalizzazioneCompletaLimitataStandard
Tempo fino ai risultatiDopo alcune sedute2-6 settimaneVariabile

Che cosa fa l'allenamento cerebrale nell'ADHD

  • Regola l'attività nelle aree dell'attenzione e dell'autocontrollo
  • Allena il rapporto theta/beta, il marcatore EEG più studiato nell'ADHD, quando la mappa mostra che è elevato
  • Completamente non invasivo, adattato all'età e al profilo cognitivo
  • Funziona sia con i bambini sia con gli adulti, con protocolli diversi

Che cosa fa l'allenamento cerebrale nell'ADHD?

  • Regola l'attività cerebrale nelle aree responsabili dell'attenzione e dell'autocontrollo
  • Riduce l'agitazione, l'impulsività e i comportamenti disorganizzati
  • Migliora la capacità di apprendimento e di organizzazione
  • Favorisce l'adattamento negli ambienti sociali e scolastici
  • Metodo completamente non invasivo, adattato all'età e al profilo cognitivo del bambino o dell'adulto

Su che cosa ci basiamo

Gevensleben et al. (2009, 2010)

Studio randomizzato in 3 centri, su 102 bambini con ADHD che non assumevano farmaci, con un allenamento computerizzato dell'attenzione come gruppo di confronto. Alla fine delle 36 sedute, il 52% del gruppo neurofeedback aveva un miglioramento significativo, contro il 29% del gruppo di confronto; a sei mesi il miglioramento si è mantenuto, ma la differenza non era più statisticamente significativa, su un campione più piccolo. Gli autori stessi descrivono il neurofeedback come un modulo all'interno di un trattamento complessivo, non come una soluzione a sé stante.

I protocolli standard: theta/beta, SMR e SCP

Sono i protocolli più studiati nell'ADHD, e una rassegna della letteratura del 2014 li ha classificati come «efficaci e specifici». Le prove restano però divise: gli studi in cui i valutatori non sanno chi ha ricevuto cosa trovano effetti molto più piccoli o nulli, e i confronti diretti con il metilfenidato danno vantaggio al farmaco. Per questo lo proponiamo come modulo di un piano di cura, non come sostituto.

Che cosa succede dopo il programma

Una revisione di 10 studi con follow-up tra 2 e 12 mesi ha rilevato che i miglioramenti si mantengono dopo la fine delle sedute, e a volte crescono. I dati oltre l'anno sono però pochi, e l'unico grande studio con gruppo placebo non ha trovato, a tredici mesi, un vantaggio rispetto al placebo. Per questo non promettiamo un risultato permanente: misuriamo ciò che cambia.

Scopri il Protocollo BrainMap per ADHD

Come si svolge

Dalla scansione del cervello all'allenamento cerebrale personalizzato.

  1. Individuiamo la causa esatta

    Tutto comincia con una valutazione avanzata BrainMap (qEEG), completamente non invasiva e indolore. Questa indagine crea una mappa dettagliata della tua attività cerebrale e ci mostra quali squilibri alimentano i sintomi dell'ADHD.

  2. Ricevi un piano personalizzato

    Sulla base dei risultati, elaboriamo un protocollo di Allenamento cerebrale adattato al 100% al tuo schema cerebrale. La terapia è non invasiva, senza stimoli elettrici, dolore o effetti collaterali.

  3. Iniziano le sedute di regolazione cerebrale

    Partecipi a sedute di allenamento cerebrale guidato, in cui il tuo sistema nervoso viene rieducato a funzionare in equilibrio. Man mano che l'attività cerebrale si regola, i sintomi dell'ADHD si attenuano.

Domande frequenti

Funziona anche negli adulti?

Lavoriamo anche con gli adulti, con un protocollo diverso da quello dei bambini. Gli adulti riferiscono miglioramenti nella concentrazione e nell'organizzazione, ma le prove sono meno solide che nei bambini: l'unico grande studio con gruppo placebo negli adulti non ha trovato differenze rispetto al placebo. Per questo misuriamo fin dall'inizio e parliamo con franchezza di ciò che è cambiato.

È doloroso per il bambino?

Non si usano scosse, impulsi elettrici o farmaci. Gli elettrodi sul cuoio capelluto leggono soltanto l'attività del cervello e non mandano nulla indietro. La maggior parte dei bambini ci si abitua già dalla prima seduta.

Quante sedute servono?

Di solito tra 20 e 40, 2 o 3 volte a settimana. La durata varia con la gravità e con la rapidità con cui il cervello risponde.

Che cosa dicono i nostri pazienti

Una testimonianza sull'allenamento cerebrale per il deficit di attenzione.

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