15 minuti di lettura e una mappa del tuo cervello.
È la misurazione da cui parte tutto il resto. Si registra l'attività elettrica del tuo cervello, la si confronta con banche dati normative e ne esce una mappa: dove c'è troppa attività, dove troppo poca, quali aree non si coordinano. Senza di essa, qualsiasi protocollo sarebbe una supposizione.
Completate 90 sedute di neurofeedback presso l'istituto, la successiva indagine BrainMap (qEEG) è gratuita, così vedi nero su bianco quanto è cambiato il cervello dalla prima mappa.
Ti siedi comodamente e ti viene applicata una cuffia con 19 elettrodi morbidi, inumiditi con soluzione salina. Non fa male e non si sente nulla, perché gli elettrodi leggono soltanto l'attività del cervello, senza mandare niente indietro.
Si registra l'attività del tuo cervello: sette minuti a occhi chiusi e sette a occhi aperti. Il software cattura gli impulsi elettrici e comincia a elaborarli.
I dati vengono analizzati e interpretati dall'équipe di specialisti, sulla base degli oltre 80.000 punti registrati, per ottenere un profilo completo e utilizzabile nella vita di tutti i giorni.
«Mi si diceva sempre che non sto attento.» Un uomo di 23 anni, accusato di non ascoltare pur impegnandosi. La mappa mostrava attività lenta, 6-9 Hz, nell'area centrale: uno schema associato alle difficoltà di attenzione. Spiegava anche perché leggere gli riusciva difficile.
«Da anni mi sento esaurito emotivamente.» Ampie aree con eccesso di onde lente, theta e delta, proprio dove stanno energia, motivazione ed equilibrio emotivo. Una conferma per uno stato vissuto a fondo, ma difficile da dire a parole.
Un ragazzo di 11 anni, trattato per anni per ADHD dopo test non conclusivi. La mappa non mostrava un profilo ADHD, ma uno schema compatibile con la sindrome di Asperger, e gli stimolanti prescritti non gli erano adatti sul piano neurologico.
No, è un'indagine completamente non invasiva: gli elettrodi si limitano a registrare e non trasmettono nulla. L'unica sensazione è il fresco delle spugnette inumidite con soluzione salina.
Sì, l'unica condizione è riuscire a stare fermi sette minuti a occhi chiusi e poi 7 a occhi aperti. Si fa dai 2 anni in su.
Sì, il processo si adatta per rendere l'ambiente accogliente. A volte serve pazienza, ma l'analisi si porta a termine anche con i bambini più vivaci.
In questi casi si fanno prima una o due sedute di allenamento calmante. Riducono l'iperattivazione e aumentano la tolleranza sensoriale, così la scansione si può fare in tranquillità.
Al massimo 3 giorni lavorativi. L'analisi si fa con l'aiuto del software, ma l'interpretazione finale è degli specialisti dell'istituto.
La misurazione si fa con uno specialista, a un orario che scegli tu dal calendario. Il colloquio di interpretazione viene dopo, sempre 1:1.
Scegli lo specialista e l'orario. Se non ti va bene, puoi annullare.