Persone che guardano il cervello prima di dire cosa fare.
L'Istituto BrainMap è nato nel 2019, dalla convinzione che le persone meritino più di terapie che toccano solo la superficie. Le fondatrici, Alina Robu e la dott.ssa Alina Diana Nemes, cercavano un modo per superare i blocchi che non si vedono, quelli che sabotano il cambiamento anche quando il desiderio c'è. Così è nato BrainMap: un luogo in cui la neuroscienza applicata incontra la psicologia, perché gli interventi siano chiari, misurabili e con effetto nella vita di ogni giorno.
Tutto parte da una misurazione. L'indagine BrainMap legge l'attività elettrica del cervello e la confronta con banche dati normative, per vedere dove c'è troppo, dove troppo poco e quali aree non si coordinano. Solo dopo si sceglie cosa fare.
Su quella mappa si costruiscono i protocolli: allenamenti cerebrali, coerenza cuore-cervello, stimolazione con la luce, sedute con uno specialista. Si lavora su parametri che si possono misurare di nuovo, perché il progresso si veda, non solo si senta.
Più di ventimila persone sono passate finora dall'istituto, ognuna con il proprio percorso, ma con lo stesso punto di partenza: capire come lavora il proprio cervello.
Gli specialisti in neurofeedback dell'istituto sono stati formati e accreditati dall'Istituto di Ricerca sul Cervello IFeN in Germania, oltre alle specializzazioni di base di ciascuno: medicina, psicologia clinica, psicoterapia. L'istituto pubblica anche ricerca propria su riviste scientifiche internazionali.
Dieci centri in Romania e uno in Italia. Indirizzi e telefoni sono nella pagina dei contatti.
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